"La cultura della fede è l’esercizio dell’intelligenza della fede, è il frutto di una fede pensata. Una fede vissuta con intelligenza crea cultura, che si esprime tanto nelle forme del pensiero quanto nell’espressione artistica, sia essa figurativa, musicale o architettonica": lo ha affermato Enzo Bianchi, priore di Bose, nell’aprire il convegno internazionale "Lo spazio liturgico e il suo orientamento", iniziato oggi nel monastero piemontese (fino al 3). Il convegno rappresenta il quarto appuntamento di un progetto indirizzato ad approfondire il rapporto tra liturgia e architettura, iniziato da alcuni anni in collaborazione con l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei, il cui direttore, don Stefano Russo, ha guidato oggi la prima sessione dei lavori. Circa duecento i partecipanti al convegno, tra i quali, oltre a numerosi architetti ed operatori in campo artistico di ogni parte d’Italia ed Europa, mons. David Stancliffe, vescovo di Salisbury e presidente della Commissione liturgica della Chiesa d’Inghilterra; Andrè Lossky, delegato ufficiale del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e p. Konstantinos Karaisadiris, delegato ufficiale del Sacro Sinodo della Chiesa di Grecia. Allo "Spazio e orientamento nelle liturgie d’Oriente ed Occidente: convergenze e divergenze", sarà, infatti, dedicata una delle relazioni principali del convegno, prevista sabato 3 giugno. (segue)