REFERENDUM LEGGE 40 UN ANNO DOPO: MONS. COZZOLI (LATERANENSE,) “LA CHIESA NON PUÒ NON FAR SENTIRE LA SUA VOCE” (2)

"Non esiste né un diritto all’aborto, fosse pure praticato nella forma più facile e indolore possibile, perché l’aborto è soppressione di una vita innocente. Né un diritto a unioni diverse dal matrimonio, come relazione stabile d’amore tra un uomo e una donna, perché la natura non può essere sconfessata e forzata. Né un diritto a darsi o a dare a qualcuno la morte, perché la vita umana non ha valore d’uso ed è un bene indisponibile". Mons. Cozzoli denuncia atteggiamenti dettati da "sentimenti, interessi e desideri, piuttosto che dalla verità della persona e della sua natura", definendoli di  "carattere regressivo, contrastante con la civiltà e la cultura del diritto". In particolare, il teologo stigmatizza la tendenza "a delegittimare la Chiesa nel suo diritto-dovere d’insegnamento nel campo della morale". E spiega: "Siamo in presenza di un fenomeno strano: se quanto la Chiesa insegna è considerato in linea con l’opinione politica ha tutto il diritto di farlo. Se contrasta, è denunciato come indebita ingerenza. Atteggiamento questo apertamente fazioso e maldestro". La Chiesa, invece, "non può non far sentire la sua voce" su "questioni riguardanti la vita, il matrimonio, la famiglia", perché "non sono problemi formali, tecnici, meramente economici o politici: sono problemi morali" e come tali "attinenti alla missione della Chiesa, che ha a cuore il bene delle persone e della comunità delle persone, che si chiama bene comune".