Cosa vuol dire per un non vedente “guardare l’arte” attraverso il tatto? E’ una vera esperienza estetica o solo l’effetto di una suggestione? La possibilità di “toccare l’arte” per una persona che non vede è oggi una realtà, grazie al Museo statale Omero di Ancona, istituito nel ’93 dal Comune di Ancona su consiglio dell’Unione italiana ciechi. Il museo ospita una ricca collezione di opere di architettura, scultura e archeologia, insieme a laboratori didattici, centri di documentazione e corsi di formazione per docenti e operatori del settore. L’ultima iniziativa è il volume “L’arte a portata di mano. Verso una pedagogia di accesso ai beni culturali senza barriere”, edito da Armando Editore, presentato oggi a Roma. “E’ la prima pubblicazione in Italia spiegano i promotori che raccoglie in maniera organica le diverse voci, opinioni ed esperienze sulla tematica dell’accessibilità dei beni culturali e dell’educazione artistica ed estetica per le persone con minorazione visiva”. Numerosi sono gli eventi organizzati dal Museo Omero (tra cui convegni, mostre tattili in altre città, rassegne multisensoriali) e unico nel genere è il sito (www.museoomero.it), leggibile da sintesi vocale, barra braille, personalizzabile attraverso la scelta della dimensione del carattere anche per gli ipovedenti. Chi non ha collegamento internet può inoltre ascoltare i contenuti del sito tramite il numero verde 800-2022220.