UNGHERIA: I VESCOVI CONTRO LA NUOVA LEGGE SULLA STERILIZZAZIONE ARTIFICIALE

"La sterilizzazione artificiale delle persone allo scopo di pianificazione familiare suscita di per sé seri dubbi morali. Secondo la convinzione cristiana, Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e similitudine, la loro dignità obbliga quindi alla protezione e al rispetto della vita e dell’integrità/della sanità della persona": lo ha affermato la Conferenza episcopale ungherese, in una nota a conclusione dell’assemblea ordinaria che si è svolta nei giorni scorsi a Budapest. La dichiarazione riguarda la modifica della legge sulla sterilizzazione artificiale, entrata in vigore il 1° giugno. Il nuovo regolamento – spiega l’agenzia cattolica Magyar Kurir – abolisce le restrizioni che permettevano solo a persone con 35 anni compiuti oppure con tre figli naturali di ricorrere alla sterilizzazione. Ora l’età minima coincide con la maggiore età, cioè 18 anni. Tra i temi trattati dai vescovi, la pubblicazione, a breve, della traduzione ungherese del Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica. Dal 19 al 21 giugno, i vescovi austriaci e ungheresi parteciperanno a un convegno a Mariazell, per rafforzare le relazioni bilaterali e la cooperazione. A Mariazell si parlerà, tra l’altro, della celebrazione della domenica, della pastorale in lingua materna delle minoranze (in ungherese in Austria e in tedesco in Ungheria). È stata, inoltre, decisa la data del 17 settembre per la beatificazione di Sára Salkaházi, dell’Istituto delle Suore dell’Assistenza.