"La libertà di espressione va salvaguardata, ma non può offendere i sentimenti religiosi di individui o di intere comunità". L’ha ribadito il nunzio apostolico in Kazakhastan, l’arcivescovo Józef Wesolowski durante il vertice dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) su "Promozione della comprensione interculturale, interreligiosa e interetnica" che si conclude oggi a Almaty, in Kazakhastan. Mons. Wesolowski ha ricordato che "il dialogo deve basarsi sulla conoscenza e sul rispetto" e ha ricordato che "purtroppo oggi non esiste sufficiente consapevolezza dell’ostilità contro i cristiani". Secondo mons. Wesolowski oggi "le religioni vengono manipolate o intese come parte del problema, quando in realtà dovrebbero essere considerate parte della soluzione ai problemi che esistono tra culture e civiltà diverse". Il nunzio ha osservato come "l’educazione e i media devono evitare stereotipi, distorsioni e intolleranza di fronte a religioni e culture". Joan-Andreu Rocha Scarpetta, docente del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, ha insistito sul ruolo dei media per poter creare un "vocabolario di base" che parli con proprietà e senza offese delle religioni poiché "l’uso fuorviante di certi modi di dire sono alla base del pregiudizio e della discriminazione". "Sempre di più", ha detto, "l’offesa contro i cristiani viene coperta dall’umorismo ma è ugualmente lesiva".