DROGA: POLLO (SOCIOLOGO), UNA "SCORCIATOIA" LE "STANZE DEL BUCO", PIÙ IMPEGNO PER "PREVENZIONE" E "STRATEGIE DI RECUPERO"

Una "scorciatoia", che "rischia di aggravare il fenomeno della tossicodipendenza, più che risolverlo". Così Mario Pollo, docente all’Università Salesiana, definisce la proposta di istituire anche in Italia le cosiddette "stanze del buco", appositi luoghi in cui si effettua la somministrazione di eroina sotto controllo medico. Il sociologo dichiara al Sir la sua contrarietà a proposte come quelle avanzate dal Ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero, perché "significano di fatto, anche se per finalità di per sé positive, l’introduzione dell’uso – sia pur limitato e controllato – di sostanze stupefacenti all’interno dei nostri canoni culturali". "Non riuscendo a vincere la battaglia contro il consumo di droga – spiega infatti Pollo – la si incorpora cercando di renderla meno dannosa per chi la consuma e per la società". "Un segnale negativo", sintomo di "indifferenza sociale", è il giudizio dell’esperto, "perché parte dall’affermazione che dobbiamo rassegnarci e convivere con il consumo di droga nella nostra società, legalizzandola in modo indiretto". Quanto ai Paesi, come la Svizzera, dove le stanze del buco sono state già introdotte, Pollo fa notare che "il fine è sempre quello di circoscrivere il fenomeno e isolare i drogati, perché i giovani ‘non si facciano male’. Invocare tali soluzioni per rendere minore il rischio di malattie o di overdose è una strada troppo facile", mentre la via da percorrere resta quella di "agire sulla prevenzione e sulle strategie alternative o di recupero da indicare ai giovani", tutti versanti dove per Pollo "c’è stato invece un arretramento generale".