DROGA: SAVAGNONE, “IRRESPONSABILE” LA POLITICA DI “RIDUZIONE DEL DANNO”, COMBATTERE L'”ANESTESIA DELLE COSCIENZE”

Legalizzare un fenomeno esistente, per “renderlo meno pericoloso e neutralizzarne gli effetti negativi”, è “un atto di irresponsabilità verso il futuro”, perché rappresenta un incentivo alla “cultura dello stordimento” e della “anestesia delle coscienze” di cui la droga è una metafora. Giuseppe Savagnone, docente di filosofia a Palermo e responsabile della pastorale della cultura in Sicilia, commenta in questi termini al SIR la proposta, avanzata dal Ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, di introdurre anche nel nostro Paese le “stanze del buco” per la somministrazione controllata di eroina. “Dovremmo combattere tutte le droghe ed essere più proibizionisti, se vogliamo davvero cambiare la società”, è la provocazione lanciata da Savagnone, che definisce di tipo “conservatore” il “permissivismo di chi pretende di rinnovare la società coltivando forme di anestesia di massa come la droga”. “Per cambiare veramente la società – prosegue l’esperto – abbiamo bisogno di tutto tranne che di maggior stordimento. La droga non è che una metafora dell’anestesia delle coscienze, cioè la cosa più conservatrice che ci sia, perché impedisce il rapporto diretto con la realtà sui cui incidere per poterla cambiare”. La “vera prevenzione”, conclude Savagnone, sta invece in una “battaglia educativa” che proponga ai giovani “uno stile completamente diverso”, all’insegna della “responsabilità” e del “risveglio delle coscienze”.