SANTA SEDE: MONS. TOMASI ALL’OIL, “DECINE DI MILIONI” LE PERSONE NEL MONDO CHE NON HANNO UN “LAVORO DECENTE” (2)

"La disuguaglianza e la povertà sono la più importante sfida morale del XXI secolo", ha proseguito mons. Tomasi, per il quale "una globalizzazione che promuova la crescita economica senza sbarramenti di accesso a un lavoro decente" facilita "la circolazione di idee, capitale, tecnologia, beni e persone per il bene comune". Anche la possibilità di dare "un’impronta personale" al lavoro, svolgendolo così "con soddisfazione", è per l’esponente vaticano un fattore di crescita e un "contribuito alla coesistenza sociale", perché "se il lavoro manca o è indecente, la persona entra in crisi" ed è così "facilmente tentata da comportamenti distruttivi e antisociali". Tra i passi avanti compiuti per "un progressivo miglioramento della qualità del lavoro e dei diritti dei lavoratori", mons. Tomasi ha citato la recente "buona notizia" che "per la prima volta il numero dei bambini costretti a lavorare nel mondo si è ridotto dell’11% tra il 2000 e il 2004, passando da 248 a 218 milioni. La prospettiva che i bambini possano essere tolti dal lavoro agricolo o nelle miniere, che possano non più essere oggetto di traffici per prostituzione forzata, che possano andare a scuola e crescere con speranza – ha commentato mons. Tomasi – dovrebbe raddoppiare la determinazione dei governi" e della società civile nell’arrivare a una "totale eliminazione del lavoro minorile".