"Non esiste nessuna ragione per operare una distinzione morale tra un embrione all’inizio della sua vita e dopo l’impianto nel grembo materno o dopo 14 giorni. La dignità umana non dipende – e non deve essere resa dipendente da decisioni di altri esseri umani". Mons. Noel Treanor, segretario generale della commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) commenta così la decisione del Parlamento europeo di sostenere economicamente la ricerca sulle staminali embrionali. In un comunicato diffuso stasera la Comece ricorda che "ogni vita umana comincia dal suo concepimento ed ha bisogno di particolari cure se è creata fuori del corpo umano. La vita umana non deve essere strumentalizzata. Restiamo profondamente contrari al principio della distruzione di ogni embrione umano e all’uso delle cellule staminali embrionali". Mons. Treanor segnalando che la decisione è stata adottata con 284 voti favorevoli, 249 contrari e 32 astenuti rimarca che "ci sono visioni divergenti sullo status antropologico dell’embrione e sulle implicazioni etiche del loro uso. Poiché l’uso e la distruzione di embrioni umani è materia che tocca l’inviolabilità e la dignità della vita umana e che riguarda le convinzioni di molti cittadini dell’Ue, l’Unione europea ha il dovere morale di astenersi dal promuovere questo tipo di ricerche vietate in molti Stati membri". "Con questa decisione conclude Treanor l’Ue potrebbe interferire con le delicate decisioni nazionali su questa materia e violare il principio di sussidiarietà".