Il finanziamento degli esperimenti sulle cellule staminali embrionali prodotte per la fecondazione in vitro e non impiantate rappresenta il segnale che "nella speranza ancora remota di guarire talune malattie, oggi si ritiene bene distruggere embrioni umani, al fine di avere a disposizione cellule staminali". Così il teologo don Marco Doldi, esperto di bioetica, stigmatizza nell’editoriale di SIR Europa di oggi, la decisione del Parlamento europeo (284 voti a favore, 249 contro) di sostenere economicamente la ricerca sulle staminali embrionali. Nonostante, per il teologo, esistano altre strade "per far progredire la medicina e che mai una vita umana, seppure sembra piccola e di poco rilievo, può essere sacrificata" oggi "si devono fare realisticamente i conti con realtà potenti e spesso nascoste". Innanzitutto, "il fattore economico". "Le aziende farmaceutiche afferma l’esperto – trarranno vantaggio dalla decisione presa a Strasburgo, perché potranno liberamente impegnarsi nella ricerca di brevetti embrionali, che porteranno all’industria farmaceutica guadagni da capogiro". Poi, c’è "il mito del progresso", per cui, "davanti alle innumerevoli malattie, che ipoteticamente potrebbero essere curate, davanti alla promessa di una migliore qualità della vita e di una vita più lunga, molti sono sedotti". (segue)