La detenzione di immigrati e rifugiati nei diversi Paesi del mondo è "inaccettabile", "immorale e degradante per la persona", "avvelena la società umana": lo ribadiscono oggi, esponenti del mondo cattolico, musulmano ed ebreo, che intervengono a Roma alla tavola rotonda interreligiosa organizzata dal Servizio Gesuita per i Rifugiati (Jrs) per lanciare la neo-costituita Coalizione internazionale per la detenzione dei rifugiati, richiedenti asilo e immigrati, che viene presentata con vari eventi nel mondo. "La detenzione arbitraria avvelena la società umana. Danneggia coloro che la praticano e coloro che la subiscono" afferma il cardinale Renato Raffale Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. "Dopo aver affrontato la persecuzione e la povertà estrema nei loro paesi – dichiara padre Lluís Magriñà, direttore internazionale del Servizio Gesuita per i Rifugiati (Jrs) -, i rifugiati si trovano ad affrontare nuove ulteriori sofferenze, nel momento in cui vengono rinchiusi in centri di detenzione semplicemente per essere fuggiti per salvare le proprie vite. Il nostro personale è testimone diretto dei danni fisici e psicologici causati ad individui già molto vulnerabili, in modo particolare i bambini". Mario Scialoja, Presidente della Lega Musulmana in Italia, ha ricordato che "le procedure legali che regolano la detenzione sono totalmente inadeguate e le condizioni di detenzione sono inaccettabili". (segue)