L’Eucaristia è il "tesoro" della Chiesa e "la Chiesa la custodisce con la massima cura": lo ha detto, ieri, il Papa, prima della preghiera dell’Angelus, ricordando che in Italia e in altri Paesi si celebrava la solennità del Corpus Domini. Questo "tesoro", però, "non esaurisce il suo raggio d’azione nell’ambito della Chiesa: l’Eucaristia è il Signore Gesù che si dona ‘per la vita del mondo’. In ogni tempo e in ogni luogo, Egli vuole incontrare l’uomo e portargli la vita di Dio". Portando l’Eucaristia nelle strade e nelle piazze, ha osservato Benedetto XVI, "vogliamo immergere il Pane disceso dal cielo nella quotidianità della nostra vita; vogliamo che Gesù cammini dove camminiamo noi, viva dove viviamo noi. Il nostro mondo, le nostre esistenze devono diventare il suo tempio".Dopo l’Angelus, il Papa ha ricordato che il 20 giugno ricorre la Giornata mondiale del rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. "Essa – ha detto il Santo Padre – vuole attirare l’attenzione della comunità internazionale sulle condizioni di tante persone costrette a fuggire, per gravi forme di violenza, dalle proprie terre". "Mentre assicuro per loro un ricordo nella preghiera e la costante sollecitudine della Santa Sede ha concluso Benedetto XVI – auspico che i diritti di queste persone siano sempre rispettati e incoraggio le comunità ecclesiali a venire incontro alle loro necessità".