"Il legame tra Chiesa e arte cinematografica affonda nelle origini stesse della settima arte", dato che "già nel 1896 Vittorio Calcina, agente dei fratelli Lumière, ottenne il permesso di entrare in Vaticano per riprendere il Pontefice Leone XIII": lo ha sottolineato, oggi pomeriggio, il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenendo all’incontro, presso i Musei Vaticani, per il 60° anniversario di fondazione dell’Ente dello spettacolo. "Negli anni Cinquanta – ha ricordato il card. Ruini – fu l’Ente dello Spettacolo il punto di riferimento per la presenza dei cattolici nel cinema italiano". "Successivamente – ha aggiunto il presidente della Cei – il coinvolgimento dei cattolici fu meno diretto, privilegiando una prospettiva critica e consapevole nei confronti del cinema", inteso, come richiamato da Giovanni Paolo II nel 1995, quale "veicolo di cultura e proposta di valori". Proprio in questa prospettiva, ha chiarito il card. Ruini, "va intesa l’azione dell’Ente dello spettacolo all’interno del Progetto culturale della Chiesa italiana, perché l’articolare nella storia l’interpretazione cristiana dell’uomo e della realtà è un processo che non può essere mai compiuto una volta per tutte: al contrario, dev’essere così aperto, ramificato e dinamico da poter intercettare una cultura e una società fortemente pluralistiche, i loro rapidi mutamenti, le molteplici articolazioni delle conoscenze, dei sentimenti e dei comportamenti come delle produzioni economiche o di quelle artistiche". (segue)