Un "sentimento di indignazione per la situazione di abbandono in cui versa attualmente la città", è stato espresso ieri a Taranto dall’arcivescovo mons. Benigno Luigi Papa, nell’omelia al termine della processione solenne per la festa del Corpus Domini. L’arcivescovo ha denunciato che lo sviluppo della città "sembra compromesso dalla profonda crisi finanziaria di cui è investita", aggiungendo che "non compete a me pronunciare facili verdetti di condanna nei confronti delle persone, ma tuttavia non posso non rilevare che il disastro finanziario in cui versa il Comune è manifestazione di una crisi etica e culturale, che ha nell’individualismo la sua matrice più profonda". Mons. Papa ha parlato anche di un "sentimento di compassione", in quanto ha aggiunto "condivido la sofferenza che è presente nei cittadini di Taranto, i quali si sentono chiamati in causa per risolvere a proprie spese una crisi della quale non hanno alcuna responsabilità. Oltre al danno essi subiscono anche la beffa!". Secondo l’arcivescovo, la "via d’uscita dal tunnel economico nel quale ci troviamo" passa "attraverso il dialogo sincero di tutte le forze democraticamente coinvolte". Ha concluso ricordando che "la carità è l’anima della giustizia e la giustizia e la prima forma di carità" e che compito dei cristiani è diffondere "l’amore di Dio" che "deve regolare tutta la rete delle relazioni umane e tutte le vicende della vita sociale della città".