CATECHESI: CONVEGNO CEI, A PALERMO ANCHE IMMIGRATI "IRREGOLARI" TRA GLI ADULTI CHE CHIEDONO IL BATTESIMO

In Sicilia, "molti immigrati che chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana non sono in regola con le leggi che regolano la loro permanenza nel nostro paese e quindi sono in una situazione esistenziale di precarietà, per ciò che concerne l’assistenza sanitaria e l’occupazione lavorativa". A denunciarlo è stata oggi Maria Restivo, della diocesi di Palermo, illustrando l’attività del Centro catecumenale locale agli oltre 200 partecipanti al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici diocesani, in corso ad Olbia (fino al 22 giugno) sul tema: "Il racconto della speranza". "Nella nostra realtà isolana di terra d’immigrazione – è la testimonianza della relatrice – molti dei richiedenti i sacramenti provengono soprattutto dal Nord Africa – Tunisia, Libia, Marocco, Algeria, Costa d’Avorio – ma anche da altri paesi come l’isola di Mauritius, il Gana, il Senegal, le isole di Capoverde, lo Sri Lanka e le Filippine e recentemente l’Albania. La loro situazione merita attenzione per le differenti provenienze religiose, o per una mancata appartenenza religiosa: a volte si tratta di religione-fai-da-te impregnata di magia, di superstizione". Non pochi, tuttavia, anche i giovani palermitani che "non sono stati battezzati al momento della nascita" a causa della "lontananza dei genitori dalla Chiesa" o "di uso personalissimo della libertà per cui si lasciano liberi i propri figli di scegliere ‘da grandi’ se battezzarsi oppure no".