DROGA: GERRA (ONU), L’AFFETTO DEI GENITORI DIMINUISCE IL RISCHIO DIPENDENZA

“Oggi la cocaina è riuscita ad assumere nel nostro Paese un’accettabilità sociale in gran parte sostenuta dai media e basata su gravi mistificazioni”. E’la denuncia di Gilberto Gerra, dell’International narcotics control board dell’Onu, intervenuto questa mattina al convegno “Cocaina: la Fict tra prassi e innovazione” promosso a Roma dalla Federazione italiana comunità terapeutiche. Recenti studi internazionali, ha proseguito il relatore, “dimostrano che alcuni fattori genetici possono predisporre alla dipendenza”. Riferendosi, in particolare, ai ragazzi incapaci cioè di provare gratificazione nella vita quotidiana, Gerra ha spiegato che essi sono “possibili candidati alla dipendenza da cocaina” ma, ha precisato, si tratta di “un rischio genetico che può essere vanificato dall’affetto e dalle attenzioni dei genitori”. Paolo Fioravanti, pedagogista del Ceis di Firenze, ha presentato i dati di una sperimentazione attuata in 10 centri Fict di altrettante città nel periodo 2003-2005, secondo tre diversi percorsi terapeutici: classico residenziale, innovativo di tipo ambulatoriale, misto. “Una prima base di ricerca – ha spiegato – sulla quale progettare interventi modulati e flessibili secondo le esigenze di questa sfaccettata sofferenza sociale”.  Dei 435 i cocainomani trattati, al 31 dicembre 2005 il 34,9% aveva concluso il percorso in maniera positiva; il 29,4% lo prosegue, il 29% lo ha abbandonato e il 6,7% è stato inviato ad altri servizi.