"Un segno di reale incarnazione dell’esperienza di fede ecclesiale alla vita e alla storia nella quale essa è immersa". Il vescovo di Rimini, mons. Mariano De Nicolò, definisce così nell’introduzione la relazione "Dare un’anima al turismo. Economia, etica e cultura dell’ospitalità a Rimini", che rappresenta il contributo della diocesi riminese a Verona, e che verrà presentata al convegno "Il lavoro e la festa" in corso nella località romagnola, domani, 24 giugno, alle ore 12, al Grand Hotel. Proprio al turismo la diocesi di Rimini, con le sue attività pastorali, ha sempre dedicato grande attenzione, anche come risposta all’invito che Giovanni Paolo II fece alla comunità riminese, durante la sua visita, nel 1982: "Riposarsi non vuol dire separarsi da se stessi – disse allora il Papa -. Anzi significa incontrarsi con se stessi e riconciliarsi con il proprio intimo. Soltanto allora riposiamo veramente". Anticipando al SIR i contenuti della relazione, mons. De Nicolò spiega che il turismo rappresenta "una risorsa primaria del territorio non solo in termini economici e sociali, ma anche valoriali, culturali e spirituali" e si collega fortemente ai temi del lavoro (di chi accoglie) e della festa (di chi trascorre le vacanze) al centro del convegno promosso dalla Cei. "Il contributo – conclude il vescovo – si propone come orientamento teso a mostrare la presenza del Risorto tra noi, quale sorgente inesauribile della fede, ma anche richiamo etico, politico e culturale alla responsabilità e all’organizzazione storica della speranza".