CRISI FAMILIARI: BRAMBILLA (TEOLOGO) A SEMINARIO CEI, REAGGIRE ALLA "CADUTA DEGLI AFFETTI" (2)

"’Il matrimonio è la tomba dell’amore…’; ‘i figli deludono le attese dei genitori…’: questi modi di dire sono come alimentati da un dato climatico, atmosferico, che fa respirare la vita di coppia e l’ambiente della famiglia come un luogo noioso e triste. La tristezza è la percezione che quel luogo su cui si era investito moltissimo, che doveva alimentare il sogno e riempire la vita, diventa sovente un luogo asfittico, pesante, senza ritmo, slancio e creatività": così il teologo Franco Giulio Brambilla al convegno della CEI su "Disagio e crisi di coppia" in corso a Paestum. "Da un lato questa è la più grande controtestimonianza che una coppia possa dare agli altri, specie a coloro che devono scegliere il matrimonio: se la vita di coppia è così, si sente dire, meglio non rischiare, meglio convivere …". Oggi – ha poi aggiunto il relatore – c’è il rischio che "i due si trovino sempre trafelati, la casa diventi un luogo dove ci si trova solo per cambiare la biancheria, ci si parla con biglietti, ci si vede a malapena. L’ ‘affanno’ della famiglia diventa allora difficile da portare". Per il teologo "l’unica possibilità è che le famiglie imparino l’ideale della carità cristiana, dove si vive una profonda dedizione agli altri basata sull’esempio della ‘dedizione incondizionata di Gesù’". I lavori del seminario procederanno martedì 27 giugno con le relazioni del biblista don Rinaldo Fabris e dei sociologi Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese.