Una nuova Consulta per le tossicodipendenze dove avviare il confronto con il più ampio ed eterogeneo numero di soggetti impegnati nell’ambito delle droghe. E’ la proposta di Lucio Babolin, presidente del Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), intervenendo in rappresentanza del Cartello nazionale “Non incarcerate il nostro crescere” al convegno organizzato oggi dal Ministero della Solidarietà sociale, “I quattro pilastri per una nuova politica dell’Italia sulle droghe”, in occasione della Giornata mondiale contro l’abuso di droghe. I punti di confronto richiamati da Babolin sono "il sistema dei servizi" che "versa in uno stato di gravissima difficoltà. Nei servizi pubblici registriamo un organico inferiore del 50% a quanto previsto negli organigrammi; un aggravamento della situazione degli eroinomani con l’aumento delle patologie psichiatriche; una diffusione e “normalizzazione” del consumo di sostanze anfetaminiche ed eccitanti, con una sottovalutazione degli effetti soprattutto del policonsumo e dei mix assunti; il sommerso dei consumatori, abusatori e dipendenti da cocaina, nelle più svariate forme (fumata, iniettata, sniffata, “basata”), valutati dal Cnr di Pisa in circa 1.300.000 persone, delle quali solo 20-25 mila in contatto con i servizi". Infine "la situazione disastrosa in cui versano i tossicodipendenti in carcere, senza un’adeguata assistenza sanitaria".