“I campionati mondiali non ci esimono da una riflessione più esigente e pacata, sui fatti che in queste ultime settimane il mondo del calcio ci sta proponendo e che ieri hanno visto il drammatico gesto di Pessotto, un calciatore noto, amato e raffinato nello spirito”. Così mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, all’indomani del tentato suicidio dell’ex giocatore ed ora dirigente bianconero Gianluca Pessotto. “Nella nostra riflessione – prosegue il sacerdote – si mescolano elementi diversi e contrastanti che, mentre ci richiamano al rispetto incondizionato della dignità di ogni persona, esigono l’esercizio di una coscienza critica che sappia valutare con onestà intellettuale quanto, non da oggi, sta accadendo nello sport più popolare del nostro Paese”. Per mons. Mazza “c’è un’amarezza così profonda che neppure le vittorie sul campo possono rimuovere del tutto. Con atteggiamento saggio e discreto – prosegue – non possiamo non interrogarci sul male nel calcio, non ricercare e non chiedere effettive spiegazioni ai responsabili sportivi, direttamente o indirettamente investiti di potere istituzionale, presenti e attivi in questa importante realtà, proprio per vincere quel diffuso sentimento di rigetto per essere stati ingannati”. (segue)