BENEDETTO XVI A PENTECOSTE: "DALLA "CONFUSIONE" ALLA "COMUNIONE" (2)

"Come entrare nel mistero dello Spirito Santo, come comprendere il segreto dell’Amore?", si è chiesto, quindi, il Papa, che ha sottolineato come il Vangelo, proclamato per la Pentecoste, riconduca "nel Cenacolo dove, terminata l’ultima Cena, un senso di smarrimento rende tristi gli Apostoli". La ragione è che "le parole di Gesù suscitano interrogativi inquietanti: Egli parla dell’odio del mondo verso di Lui e verso i suoi, parla di una sua misteriosa dipartita e ci sono molte altre cose ancora da dire, ma per il momento gli Apostoli non sono in grado di portarne il peso". Per confortarli, perciò, spiega che "se ne andrà", ma "non li lascerà orfani": "Manderà il Consolatore, lo Spirito del Padre, e sarà lo Spirito a far conoscere che l’opera di Cristo è opera di amore: amore di Lui che si è offerto, amore del Padre che lo ha dato". Questo, ha chiarito Benedetto XVI, "è il mistero della Pentecoste: lo Spirito Santo illumina lo spirito umano e, rivelando Cristo crocifisso e risorto, indica la via per diventare più simili a Lui, essere cioè ‘espressione e strumento dell’amore che da Lui promana’", come ha scritto lo stesso Papa al n. 33 dell’enciclica "Deus caritas est". Prima di recitare il Regina Caeli, il Papa ha ricordato come "tra le realtà suscitate dallo Spirito nella Chiesa vi sono i movimenti e le comunità ecclesiali", che ha avuto "la gioia di incontrare in questa piazza, in un grande raduno mondiale", sabato 3 giugno.