Il "restare insieme la condizione posta da Gesù per accogliere il dono dello Spirito Santo" e "una prolungata preghiera" quale presupposto della concordia tra gli apostoli: in questi due aspetti, ha detto, ieri mattina, il Papa, durante la messa sul sagrato della basilica vaticana, in occasione della solennità della Pentecoste, troviamo "delineata una formidabile lezione per ogni comunità cristiana". Per la stessa "efficacia missionaria", ha osservato Benedetto XVI, "il Signore chiede la nostra collaborazione, ma prima di qualsiasi nostra risposta è necessaria la sua iniziativa: è il suo Spirito il vero protagonista della Chiesa". Il Papa ha, poi, evidenziato come con la Pentecoste "l’Alleanza con Israele è estesa a tutti i popoli della Terra. La Chiesa è cattolica e missionaria fin dal suo nascere". Con la Pentecoste, ha proseguito il Papa, il Popolo di Dio viene "ampliato fino a non conoscere più alcuna frontiera né di razza, né di cultura, né di spazio né di tempo". A differenza di quanto era avvenuto con la torre di Babele, "nella Pentecoste lo Spirito, con il dono delle lingue, mostra che la sua presenza unisce e trasforma la ‘confusione’ in ‘comunione’. L’orgoglio e l’egoismo dell’uomo creano sempre divisioni, innalzano muri d’indifferenza, di odio e di violenza. Lo Spirito Santo, al contrario, rende i cuori capaci di comprendere le lingue di tutti, perché ristabilisce il ponte dell’autentica comunicazione fra la Terra e il Cielo. Lo Spirito Santo è l’Amore". (segue