” “"Il movimento ecumenico ha modificato in modo profondo le relazione tra le Chiese nel XXI secolo, anche se non in un progresso lineare: le Chiese si sono avvicinate, ma anche allontanate; alcuni problemi del passato sono stati risolti, ma ne sono sorti di nuovi". Questo lo stato dell’ecumenismo oggi, come fotografato da don Angelo Maffeis, docente di teologia presso il seminario diocesano di Brescia, oggi pomeriggio, durante il primo giorno del III convegno ecumenico nazionale, in corso a Terni, fino al 7 giugno. In particolare, "la fascia giovanile delle comunità cristiane non hanno al vertice dei loro interessi l’ecumenismo, in quanto alcuni sono convinti che le urgenze per l’azione della Chiesa e la riflessione della teologia stanno, ad esempio, nel confronto con le questioni sollevate dal pluralismo religioso o nell’urgenza di cercare nuove vie e linguaggi per la testimonianza del Vangelo; altri, invece, sembrano attratti dalla rassicurante affermazione della propria identità, definita mediante la distinzione e l’esclusione". Se la nuova generazione ha perso "la passione" per l’ecumenismo, il compito delle Chiese d’Europa oggi, "in un contesto segnato dal pluralismo religioso e culturale", è "annunciare insieme il Vangelo", impegno che "impone ai cristiani la necessità di rendere riconoscibile il centro e l’essenziale dell’annuncio evangelico, senza che le differenze nel modo di comprenderlo e nelle forme storiche, in cui il messaggio ha trovato espressione, possano oscurarlo". Nel pomeriggio sono intervenuti anche il valdese Fulvio Ferrario e l’ortodosso Roberto D’Antiga.” “