"L’uguaglianza tra i sessi è parte integrante dei diritti umani all’interno di una società democratica; la disuguaglianza comporta conseguenze rilevanti, nonché dannose per l’economia". Anche il Consiglio d’Europa riflette sul tema dell’eguaglianza dei diritti e il problema delle discriminazioni, così come sta facendo l’Ue dei 25 in vista del 2007, decretato quale "Anno europeo delle pari opportunità per tutti". In particolare i costi economici della "persistente disuguaglianza tra uomo e donna" sarà il tema di una conferenza ministeriale organizzata dal CdE a Stoccolma l’8 e 9 giugno. La conferenza chiarisce una nota dell’Organizzazione che ha sede a Strasburgo "porrà l’accento su come sia impossibile per l’Europa affrontare le sfide che attualmente si presentano" in questo ambito, "senza attuare delle politiche e misure governative volte ad eliminare la disuguaglianza tra i sessi". Tra gli interventi previsti: Terry Davis, segretario generale del Consiglio d’Europa; Jens Orback, ministro svedese all’integrazione e alle pari opportunità; Regina Tavares Da Silva, presidente del gruppo di esperti CdE sulle norme e meccanismi di uguaglianza di genere. In chiusura dei lavori, i ministri dei 46 Stati membri saranno invitati ad adottare una risoluzione intitolata "Realizzazione delle pari opportunità tra uomo e donna: una sfida per i diritti dell’uomo e un prerequisito per lo sviluppo economico".