SANITÀ: NOTA PASTORALE CEI, ATTENZIONE AL “DEGRADO D’UMANITÀ” NEI SERVIZI AL MALATO E ALL’"ATTEGGIAMENTO PROMETEICO” DELLA SCIENZA (3)

” “Altro aspetto che spesso caratterizza il mondo della salute – osservano – è “l’affievolirsi del rispetto della vita”: “Mentre si fanno sforzi ingenti e accaniti per prolungare la vita e per produrla artificialmente, non si permette di nascere a chi è già concepito e non si risponde adeguatamente ai bisogni di quelle fasce di persone che non rispondono a canoni di efficienza e produttività”, come tutte quelle situazioni di fragilità – tra cui i disabili, le persone affette da forme gravissime di sofferenza psichica, i lungodegenti e gli inguaribili, i malati cronici – che trovano “rallentamenti e ostacoli” a causa di “una visione riduttiva della persona umana e da interessi economici legati alla gestione delle strutture sanitarie”. Torna qui il discorso sulla “carenza di umanità nel servizio reso al malato” e la necessità di “personalizzare l’approccio, di passare dal curare al prendersi cura, di considerare la persona nella totalità del suo essere”. Altro obiettivo trascurato è la "prevenzione", che comprende sia misure specifiche per "contrastare i fattori di malattia nei luoghi di vita e nei luoghi di lavoro (educazione alla salute, medicina scolastica, vaccinazioni, controllo di fasce di popolazione a rischio, ecc.)", sia misure preventive in altri ambiti come "umanizzazione del lavoro, miglioramento della nutrizione e delle abitazioni, educazione degli stili di vita, ecc”. Anche i problemi della bioetica, al centro dell’odierno dibattito culturale, evidenziano nell’opinione pubblica “un’insufficiente conoscenza delle posizioni sostenute della Chiesa, che sono spesso riportate in maniera impropria o sono giudicate inadeguate al tempo presente”. (segue)” “