"Le grandi multinazionali del farmaco rendono oggi la medicina un’attività estremamente complessa e sottoposta a pressioni sempre maggiori". Il grido d’allarme è venuto da Angelo Fiori, membro del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), durante la conferenza stampa a conclusione del mandato dell’attuale Comitato. Le "pressioni plurime" delle case farmaceutiche ha detto Fiori a proposito di uno dei due documenti approvati oggi, oltre a quello sull’impiego delle "nanotecnologie", riguardante il conflitto di interessi possono rappresentare per i medici "una tentazione a privilegiare, anche implicitamente, un farmaco o l’altro". Senza contare, poi il rischio della "medicalizzazione", favorito anche dai media, "che presentando con clamore le ultime novità fanno sorgere nell’opinione pubblica il desiderio che vengano applicate". Di qui la necessità, ha sottolineato Fiori, di "mettere in guardia l’opinione pubblica dal consumismo, che in medicina può produrre risultati pericolosi". Quello contenuto nel documento approvato oggi dal Cnb, ha concluso Fiori, è "un auspicio di tipo bioetico, ma che tocca tutto il mondo della medicina come industria". Oltre ad approvare i due documenti citati, il Cnb durante la sua ultima seduta del mandato ha espresso alcune "valutazioni" su una relazione del Consiglio d’Europa e un documento del Comitato per la sicurezza e le biotecnologie sulle "bio-banche" e l’utilizzo di materiale bioetico di provenienza umana.