Adolescenti e giovani sono al centro del messaggio che il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, rivolge alla città, come è tradizione, in occasione della festa del patrono Sant’Antonio (13 giugno). Il testo del messaggio è stato diffuso alla stampa questa mattina. In particolare, l’attenzione del presule si rivolge al “popolo dello spritz” (originariamente nome di un aperitivo, ma che ora identifica anche un’occasione d’incontro tra i giovani nelle piazza cittadine, ndr): “Un fenomeno scrive il vescovo che ha suscitato molte discussioni ma che non può essere liquidato con poche battute”. A giudizio di mons. Mattiazzo, la scelta di “ritrovarsi in piazza, al di là di taluni toni sopra le righe e di certe forme scomposte, esprime la voglia di vivere, la ricerca di libertà, il desiderio di aggregazione e di amicizia, la volontà di vivere da protagonisti e di non essere un numero nel calcolatore del mondo”. In questa prospettiva, per il vescovo, i giovani, “con il loro andare in piazza, denunciano quegli ambienti di lavoro, scuole, case, spazi di aggregazione, istituzioni che non sono a misura d’uomo; l’efficientismo e il tecnologismo che lascia ai margini la verità sul senso dell’esistenza umana; una società informatica che dilata la comunicazione virtuale, ma lascia rattrappire quella reale e interpersonale”. Soprattutto, “i ragazzi delle piazze costituiscono il grido di una generazione che non trova cibo per saziare la sua fame e la sua sete, che cerca in modo spasmodico una pienezza di vita, di amore, di gioia”. (segue)