“Le nuove generazioni sono il terreno che più necessita di missione, soprattutto oggi che si assiste ad un dissolvimento della tradizione cristiana”. È questa una delle considerazioni espresse, ieri sera, dal card. Camillo Ruini, nell’intervento che ha concluso il convegno diocesano di Roma, sul tema “La gioia della fede e l’educazione delle nuove generazioni”. Prima della riflessione del cardinale, sono state esposte le relazioni del lavoro svolto per i cinque ambiti (educazione alla gioia della fede, pastorale familiare e giovanile, pastorale scolastica, pastorale universitaria, pastorale vocazionale). Dopo aver ricordato che il Papa all’apertura del convegno, lunedì 5 giugno, ha indicato due motivi di difficoltà nella trasmissione della fede ai giovani, “l’agnosticiscmo che riduce l’intelligenza umana a ragione calcolatrice che tende a soffocare il senso religioso” e “la relativizzazione che corrode i legami e gli affetti”, il card Ruini ha individuato le cause per cui ciò avviene: “I giovani vivono nel mondo dell’immediatezza, dei sentimenti e sono attirati dalla sessualità ‘liberata’ con la sua capacità di estraniazione da ambiti ecclesiali, dal denaro, dal consumo, dal successo”. Se, in tutti tempi, “l’uomo è stato attratto da questi quattro elementi, oggi li vuole ottenere a buon mercato e se non ci riesce cade in crisi”. Nei giovani, in particolare, ha aggiunto il card. Ruini, “si crea una frattura tra razionalità scientifica calcolatrice ed esperienze soggettive e questo è uno dei motivi di crisi della nostra civiltà”. (segue)