CCEE: UN RAPPORTO SULL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE NELLE SCUOLE EUROPEE (2)

Al centro dell’attenzione dei delegati europei per l’Ir è la complessità della situazione dell’Europa, da sempre crogiolo di diversità e luogo di incontri tra popoli e culture differenti. Ne ha parlato, in particolare, il preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bergamo, Mauro Ceruti, nella prima delle due relazioni previste dal programma. Nella seconda è stato invece monsignor Vincenzo Zani, sottosegretario della Congregazione vaticana per l’educazione cattolica, a proporre un panorama delle politiche educative degli organismi internazionali e dell’Unione europea, insieme alle riflessioni sul contributo della Chiesa e dell’insegnamento della religione alla formazione dell’uomo europeo. Nei prossimi mesi, la ricerca prevede la raccolta dei rapporti nazionali e la successiva lettura comparata, per evidenziare temi e modelli variamente sviluppabili. Si concluderà nel 2007, con un simposio, per presentare i risultati e offrirli alle Chiese e alle comunità europee. Tra i delegati delle Chiese europee all’incontro di Roma, che si è concluso oggi, alcuni vescovi, tra i quali l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz (Mosca), l’ausiliare di Lisbona (Tomas Pedro Barbosa da Silva Nunes), l’abate di Einsiedeln (Svizzera) Martin Werlen e l’ausiliare di Budapest, mons. György Udvardy. Numerosi i responsabili delle scuole nei diversi Paesi, "dall’Atlantico agli Urali", per un incontro che ha messo le premesse per una rete di collegamento sui temi dell’Ir tra le comunità cristiane d’Europa.