Gli anni della legge Bossi-Fini hanno portato agli immigrati un "danno di portata sociale incalcolabile e probabilmente irreversibile, che può mettere a rischio la stessa possibilità di convivenza tra gli immigrati e la popolazione italiana": è l’allarme lanciato oggi da Fulvio Vassallo Paleologo, docente all’Università di Palermo, durante la tavola rotonda nell’ambito del 9° Meeting internazionale sulle migrazioni organizzato dai Missionari e Laici Scalabriniani, Ascs, Fondazione Agnelli e Fondazione Ismu, in corso in questi giorni a Loreto. Vassallo Paleologo ha evidenziato la condizione di "crescente precarietà" anche dei "migranti regolari" e l’aumento dei casi di "immigrati che ritornano ad essere irregolari a causa della perdita del contratto di lavoro". A tutto ciò si aggiunge "il rischio di espulsione dopo anni di permanenza in Italia". Preoccupa, in particolare, "la violazione sempre più evidente dei diritti dei richiedenti asilo, oramai assimilati di fatto ai clandestini". A suo avviso è necessario "riformulare al più presto gli accordi di riammissione". Va modificata, inoltre, "la disciplina delle espulsioni, considerandola strumento eccezionale e non ordinario di gestione dell’immigrazione" e, di conseguenza, "devono essere chiusi gli attuali centri di detenzione amministrativa", istituendo invece "centri di accoglienza per i richiedenti asilo". La chiusura dei centri di permanenza temporanea, ha sottolineato, è una misura "dalla quale non si potrà prescindere". (segue)