Anche il bilancio del Governatorato della Città del Vaticano si è chiuso in attivo per il 2005. A dichiararlo ai giornalisti è stato mons. Franco Croci, segretario della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, che ha reso noto come una parte "notevole" delle finanze vaticane sono state impiegati per interventi di "consolidamento e restauro" del patrimonio della Santa Sede e, anche per il 2005, per colmare metà del deficit di Radio Vaticana, per una cifra pari a 11.8 milioni di euro. Tra i vescovi, le Conferenze episcopali, le diocesi, gli istituti religiosi, i fedeli e gli enti vari sollecitati dal canone 1271 del Codice di diritto canonico a "venire incontro liberamente alle necessità della santa Sede", in testa figurano anche quest’anno gli Sati Uniti, da cui provengono il 33,29% delle offerte dei cattolici sparsi nel mondo, seguiti subito dopo da Italia, Germania, Francia, Spagna, Irlanda, Canada, Corea, Russia e Austria: il totale delle offerte per il 2005 è stato di 26.846.501,71 euro. Gli Usa sono in cima alla classifica dei paesi donatori anche per quanto riguarda l’Obolo di S. Pietro, destinato personalmente al Santo Padre: nel 2005, gli americani hanno elargito al Papa 20 milioni di dollari, pari al 41,29% delle offerte complessive mondiali; subito dopo, in questa speciale classifica, figura l’Italia seguita dalla Germania. Nel 2005 i proventi dell’Obolo di S. Pietro sono stati di 59.441.654,64 dollari Usa, con un incremento del 14,95%.