“Approviamo il fatto che il Consiglio nazionale si esprima unanimemente per la punibilità e conseguentemente per il divieto di uccidere su richiesta, condannando l’istigazione al suicidio come eticamente riprovevole e respingendo tutte le forme di accompagnamento alla morte orientate al profitto": è il giudizio che il card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha espresso, in un comunicato diffuso il 13 luglio, circa la presa di posizione pubblicata dal Consiglio etico nazionale tedesco sulla morte e sul rapporto con i morenti. "Tuttavia – ha aggiunto il cardinale – risalta il fatto che per molte altre questioni fondamentali non sia stata raggiunta l’unanimità tra i membri e che anche le motivazioni etiche e giuridiche siano espressione di punti di vista e valutazioni molto differenti”. "La proposta di tollerare pubblicamente o promuovere un’assistenza istituzionalizzata al suicidio – ha affermato ancora Lehmann – è da respingere con decisione. Accettare simili offerte svuoterebbe il compito di tutela da parte della società nei confronti delle persone a rischio di suicidio, dando ad esso la parvenza di normalità e un’accettazione sociale”. Per il presidente dei vescovi tedeschi, "è compito di tutti rafforzare la fiducia dei morenti nell’assistenza loro dovuta. Questo sostegno affidabile per i morenti deve essere garantito anche mediante la legge e l’assistenza sanitaria".