“La decisione assunta a San Pietroburgo di rimandare di un anno, cioè al vertice del 2007 in Germania, l’agenda dello sviluppo dei Paesi poveri è inaccettabile e vergognosa”. È il giudizio espresso da Sergio Marelli, presidente dell’Associazione Ong italiane, in merito alla scelta di rinviare al vertice del G8 a Heilingendamm la discussione di temi come la lotta contro la povertà, contro l’aids e le altre pandemie, i diritti umani fondamentali. Per Marelli, mentre “la povertà e la miseria crescono ad un ritmo incessante, le soluzioni proposte dai G8 tardano e restano inadeguate”. A giudizio di Marelli, “lo bilanciamento tra gli sforzi e le risorse investiti nella lotta contro la povertà e quelle per far progredire un sistema di commercio internazionale equo e liberato dall’enorme fardello del debito internazionale è sotto gli occhi del mondo intero. Quest’atteggiamento, ancora riproposto a San Pietroburgo, conferma una volta di più che l’approccio dominante nei Governi dei G8 per affrontare i problemi dello sviluppo resta quello della filantropia e dell’assistenza caritatevole verso i Paesi poveri per compensare le scelte di massimizzazione dei profitti di una minoranza privilegiata”. Al contrario, conclude Marelli, “quello che le popolazioni del Sud del mondo chiedono e le nostre Ong sostengono è un approccio improntato alla giustizia e al diritto di tutti a vivere una vita dignitosa: non per gentile concessione dei grandi, ma quale diritto fondamentale irrinunciabile e innegabile per ogni essere umano”.