Un’opera "segno": così il direttore della Caritas diocesana di Avellino, definisce la "Casa Amato-Nicodemi per la vita", aperta di recente dalla diocesi, a Pianodardine, per accogliere giovani ragazze madri, donne sole, vittime di abuso, mamme abbandonate con figli. È stato possibile aprire il centro grazie alla donazione della famiglia Nicodemi, che ha messo a disposizione la casa paterna, composta da un fabbricato di circa 800 metri quadrati e un parco di 3000 metri quadrati, occupandosi direttamente della ristrutturazione dell’edificio. Con la Casa Amato-Nicodemi la diocesi cercherà di dare risposte alle richieste che già pervengono, da tempo, alla Caritas in questo ambito. "Questa povertà, espressa già da circa una ventina richieste ogni anno spiega, dalle pagine de ‘Il ponte’, settimanale cattolico irpino, il vice direttore della Caritas, Carlo Mele – ha visto la Caritas diocesana impegnata da vari anni, mettendo in rete anche altre agenzie ecclesiali interessate a queste problematiche, come il Cif, il Centro di aiuto per la vita di Avellino e la stessa Conferenza episcopale italiana, presso la quale è stato presentato a suo tempo un progetto, finanziato per 140mila euro, che prevedeva l’allestimento del servizio in una struttura messa a disposizione dalla parrocchia di San Michele di Serino".