Una "Carta sociale di Napoli" per garantire ai bambini stranieri, che ricevono aiuti internazionali, il rispetto dei loro bisogni fondamentali, delle tradizioni e della cultura del loro paese di origine. L’hanno firmata, nei giorni scorsi, a Napoli, gli assessori alla Ricerca scientifica, Teresa Armato, e alle Politiche sociali, Rosa D’Amelio, della Regione Campania, il prorettore dell’Università di Minsk, Sviatlana Koptseva, il rettore dell’Università Federico II di Napoli, Guido Trombetti, e il presidente del Comitato minori stranieri del Ministero delle Politiche sociali, Giuseppe Silveri. La decisione di assicurare che i viaggi di salute dei bambini, una volta soggiorni di risanamento e ora vere e proprie forme di aiuto e solidarietà internazionale, si svolgano con la maggiore attenzione possibile ai loro diritti, è scaturita a conclusione della Conferenza internazionale di alta formazione, che si è svolta la settimana scorsa nel capoluogo campano, ultima tappa del "Programma di ricerca ed alta formazione", finanziato dall’assessorato regionale alla Ricerca scientifica. Il Programma, che ha visto coinvolte le Università Federico II di Napoli e M. Tanka di Minsk, ha realizzato una indagine sui viaggi di salute dei bambini bielorussi, dopo la catastrofe di Chernobyl. Un fenomeno che, solo negli ultimi anni, ha coinvolto circa 500 mila bambini in Italia.