MEDIO ORIENTE: LA TESTIMONIANZA DEI FRATI DA BEIRUT, "MANCANO MEDICINE, CIBO E BENZINA" (2)

La guerra sta mettendo in ginocchio una delle principali voci dell’economia libanese, il turismo. Scrivono i frati del convento di Beirut: "si aspettavano 1.700.000 turisti quest’estate, ma niente! Da giorni le ambasciate stanno organizzando dei bus per portare via i loro cittadini. Gli israeliani parlano di ancora due settimane di bombardamento per distruggere le forze degli Hezbollah. A Tripoli, è stato bombardato il porto, non molto lontano dal nostro convento e delle nostre costruzioni, ma, grazie a Dio, non hanno colpito il quartiere abitato del Mina, (dove abbiamo il nostro Convento, la Scuola e dove si stanno costruendo nuove case per i cristiani). E’ bene non andare al Mina adesso perché c’è il rischio che bombardino alcuni ponti che legano Beirut al Nord. Gli spostamenti stanno diventando impossibili poiché la benzina comincia a mancare. I supermercati sono già quasi vuoti di riso, latte, pasta. Fino ad ora il convento sembra essere un posto sicuro, cosi almeno pare, anche se non riusciamo a dormire la notte per via dei bombardamenti; solo la fede e la preghiera ci aiuta in questi momenti così difficili".