"Chiediamo la preghiera di tutti, perché i grandi della politica ascoltino la voce di Dio, del nostro Dio di pace, il Dio di Gesù Cristo". Nel giorno in cui ricorre la festa del profeta Elia, 20 luglio, "grande presenza che da 2800 anni accomuna tutti i credenti delle nostre regioni, ebrei, cristiani, musulmani, drusi" si eleva la preghiera della comunità delle suore carmelitane del Monte Carmelo, uno dei luoghi santi più venerati dai cristiani."Sentiamo potente la sua mediazione si legge in una lettera diffusa dal sito terrasanta.net – soprattutto ora che la zona del Monte Carmelo e il Libano sono tutt’uno, sotto la minaccia dei missili, che da cinque giorni arrivano a intermittenza, paralizzando la vita e l’attività normale, ma senza lasciarci scoraggiare". "La nostra vita scrive la comunità – continua più che fiduciosa nell’aiuto del Signore, con gli scombussolamenti inevitabili al suono della sirena, ogni volta che un attacco è previsto e che lascia appena il tempo di cercare i luoghi più sicuri del monastero, non certo le nostre celle tutte esposte verso il mare, dal quale giungono a intermittenza i “regali” che seminano morti, crolli, feriti, paura". "Il cielo così bello e azzurro, è solcato quasi in continuazione da aerei di guerra, diretti verso il Libano, questo Paese tanto ospitale e cristiano, ancora una volta teatro di guerra. Ecco quanto stiamo vivendo, mentre chiediamo la preghiera di tutti, perché i grandi della politica ascoltino il nostro Dio di pace, il Dio di Gesù Cristo".