Secondo le statistiche, “solo un 10% dei giovani spagnoli si dichiara cattolico praticante, un 39% si dice cattolico non praticante, un 18% indifferente, un 28% ateo o agnostico e un 2% di altra religione” osserva mons. Josep Àngel Saíz Meneses, vescovo di Terrassa e responsabile del Dipartimento per la gioventù della Conferenza episcopale spagnola, che si dice tuttavia “fiducioso” sui dati emersi dalla recente inchiesta “Giovani spagnoli 2005”. “Il fatto che il 49% dei giovani si dichiari” comunque “cattolico non mi sembra negativo – afferma – considerando il mondo in cui viviamo, caratterizzato da un crescente processo di secolarizzazione e da cambiamenti politici e sociali di orientamento marcatamente laicista”. Per il presule occorre partire con realismo dalla situazione oggettiva “per pensare a come essa dovrebbe essere, ed è da qui che si muove la pastorale della Chiesa; non si tratta di nascondersi la realtà, ma di lavorare con serietà per il futuro”.