L’immediato cessate il fuoco e l’apertura di un corridoio umanitario "che consenta alle popolazioni civili l’approvvigionamento di generi di prima necessità, l’assistenza sanitaria e il soccorso alle oltre ottocentomila persone in fuga dalle aree più a rischio del Paese”. Sono le due richieste fatte dall’Associazione ONG Italiane che, a fronte del dramma che la popolazione civile libanese sta vivendo, esprime in una nota "grande preoccupazione per la grave crisi umanitaria che sta investendo il Paese"; le 11 Ong impegnate con progetti di cooperazione in Libano si sono riunite oggi nell’ambito della Piattaforma Palestina, per concordare una immediata azione comune. Consapevole che "tale crisi si estende anche sul fronte israeliano-palestinese, seppur in condizioni e con caratteristiche diverse", l’Associazione ONG italiane richiama l’attenzione sulla necessità di "una globale considerazione della questione da parte della comunità internazionale". “I partner locali con cui collaboriamo ormai da anni nei progetti di cooperazione allo sviluppo – spiega Sergio Marelli, presidente dell’Associazione – in questi giorni stanno lavorando attivamente per fare fronte all’emergenza. Le nostre Ong intendono continuare a lavorare a fianco delle associazioni libanesi per sostenere la loro azione in vista di un rapido ritorno a condizioni di sicurezza tali da permettere a noi e a loro di ricominciare a ragionare in termini di sviluppo, anziché di emergenza e di sopravvivenza”.