CELLULE STAMINALI: MONS. SGRECCIA, NELLA DECISIONE UE "NON È SALVAGUARDATO IL DIRITTO ALLA VITA"

Intervistato questa mattina da Radio Vaticana, l’arcivescovo Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, commenta il provvedimento varato ieri dalla Ue: "La limitazione al finanziamento dei progetti di ricerca sulle cellule staminali già esistenti, purché non ottenute dalla distruzione degli embrioni umani, nasconde un compromesso inaccettabile per la Chiesa". Nella disamina della decisione presa dalla Ue, mons. Sgreccia evidenzia la contraddittorietà di tre affermazioni chiave nel provvedimento: "La prima dice che è vietato al ricercatore sopprimere l’embrione umano per trarne cellule desiderate. La seconda affermazione, invece, dice che tale ricercatore può ricorrere a linee cellulari prodotte da altri: altri che hanno soppresso degli embrioni e da essi hanno prodotto delle linee cellulari messe poi in commercio. Dunque, si stabilisce tra chi vende e prepara le linee cellulari e chi compra una coincidenza di interessi. La terza affermazione dice che si possono produrre dei protocolli di ricerca per il finanziamento, volti ad utilizzare gli embrioni già congelati e non più impiantabili nell’utero della madre, previo accertamento della loro morte". Ma è proprio l’accertamento della morte il punto dolens sottolineato dal mons. Sgreccia: "Sappiamo che per verificare la morte di questi embrioni congelati bisogna scongelarli e nello scongelarli alcuni di essi muoiono. Quindi, non si vede come si possa praticare questa strada senza provocare soppressioni di embrioni".