“La tossicodipendenza è la figlia di un dio minore di un sistema sanitario aziendalizzato e che, se da una parte si grida ‘al lupo’, dall’altra si mandano in perdita servizi pubblici e privati per un’endemica carenza di risorse”. E’ quanto sostiene don Mimmo Battaglia, presidente della Fict, federazione italiana comunità terapeutiche, che commenta la recente relazione in Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia nel 2005. Per don Battaglia ci sono segnali “di aggravamento del fenomeno e della percezione del rischio tra i giovani che ci inducono a sprofondare in un abisso di incertezza”. “C’è da chiedersi – scrive oggi in una lettera aperta – se il modo di affrontare il problema della tossicodipendenza sia solo quello di inculcare ai giovani la paura delle sostanze e non, invece, insieme a loro costruire scenari condivisi e futuri. Forse è tempo di investire di più sulla prevenzione che come la cura e la riabilitazione, non si può improvvisare”. In questo scenario, aggiunge il sacerdote, "i mercanti di droghe riducono il costo delle sostanze e ne aumentano l’uso. Noi invece tagliamo risorse alle strutture pubbliche o private che tentano il recupero dei tossicodipendenti. In questo scenario ne usciamo tutti perdenti".