"La nostra maggiore preoccupazione è quella di aiutare le parti a metter fine rapidamente a questa guerra spietata”. In un’intervista a "Famiglia Cristiana", in edicola questa settimana, il card. Angelo Sodano, segretario di Stato, parla del conflitto tra Israele e Libano e dell’impegno della Chiesa a favore della pace. “La maggiore preoccupazione di Benedetto XVI e di tutti i suoi collaboratori è di aiutare le parti in causa a metter fine rapidamente a questa guerra spietata e a lenire, intanto, il dolore delle popolazioni civili che, senza alcuna loro colpa, si trovano colpite da questo nuovo conflitto”. “Il Concilio – continua Sodano – ci insegna che è dovere dei cristiani frenare l’inumanità della guerra, come vera degenerazione dell’umanità. Subito dopo, però, lo stesso Concilio, prendendo nota che la guerra non è ancora estirpata dagli eventi umani, ci dice che finché esisterà il pericolo di un conflitto e non ci sarà un’autorità internazionale competente dotata dei poteri per risolverlo, non si può negare ai Governi il diritto a una legittima difesa. Va tuttavia ricordato che anche in guerra c’è un diritto da rispettare, che vi è un jus in bello, soprattutto per non coinvolgere persone civili innocenti. Il diritto umanitario non dovrebbe mai essere violato”. E sul possibile intervento di una forza multinazionale d’interposizione dichiara: “Una forza d’interposizione è sempre possibile. Potrebbe anzi essere opportuna. Essa, però, deve avere gli strumenti per intervenire”.