” “"La vera forza della Caritas sta nella rete di 3.000 volontari distribuita in tutto il Paese, in 38 centri periferici". Afferma il direttore di Caritas Libano, Georges Khoury. Intanto informa Caritas Italiana – aumentano le richieste di aiuto da parte di villaggi isolati, difficilmente raggiungibili, perché anche i mezzi di trasporto sono presi di mira dagli attacchi aerei. Due convogli con aiuti alimentari e generi di prima necessità sono partiti per Békaa Est, Baalbeck e Békaa Nord. "I volontari afferma Khoury – offrono il loro servizio per aiutare i nuovi venuti, per intrattenere i bambini, per facilitare gli interventi di urgenza per le persone malate. Ad esempio, a Beirut, nel solo quartiere di Achrafieh, 250 volontari si avvicendano dalle 7 del mattino alle 10 di sera. In questo periodo estivo ai volontari già attivi si aggiungono sempre più numerosi gli studenti universitari. Alcuni rifornimenti cominciano però a scarseggiare e si spera nella promessa apertura di un corridoio umanitario". Resta critica anche la situazione a Gaza, dove Caritas Gerusalemme sostiene interventi sanitari in collaborazione con il ministero della salute dell’Autorità palestinese. "Manca acqua e cibo dice padre Manuel Musallam, parroco e unico prete cattolico di Gaza – manca la luce, non ci sono nemmeno candele. I bambini hanno paura".” “