ECUMENISMO: SAE, ROMITA (TEOLOGO CATTOLICO), "NON POSSONO ESSERCI COMPORTAMENTI ETICI DIVERSI TRA I CRISTIANI"

È vero che le diverse visioni etiche delle confessioni cristiane dividono, come proposto, ieri, da un relatore della tavola rotonda su fedi e proposte etiche, nell’ambito della 43ªsessione di formazione del Sae, in corso a Chianciano? "Le diverse visioni etiche – risponde don Angelo Romita, teologo cattolico, direttore dell’Istituto ecumenico di Bari – per me costituiscono un ostacolo, nel senso che se noi siamo di Cristo e Cristo vive in noi non può suggerirci comportamenti etici opposti. Se la vita inizia dal primo concepimento e anche la scienza ci dà atto che l’embrione è già vita, l’aborto non può essere per un cristiano lecito e per un altro no, perché la vita non è nostra, ma di Dio". Più che parlare di divisione in base all’etica, per don Romita, "per le Chiese è una sfida". I cristiani sono in cammino e le scorciatoie, talvolta prese, in realtà fanno affaticare di più. Invece, il passo lento assicura un cammino più lungo. Dobbiamo saper attendere, ma concludere che l’etica può essere lasciata ai cristiani secondo il proprio modo di sentire, porre questo come un principio dottrinale per cui diventa accettabile una diversità di comportamento etico, non credo sia corrispondente alla volontà del Signore". "Quando San Paolo scrive ai cristiani – aggiunge don Romita – indica un’inequivocabile condotta di vita".