Un pensiero "alla situazione, sempre più grave e tragica, che sta vivendo il Medio Oriente: centinaia di morti, moltissimi feriti, una massa ingente di senzatetto e di sfollati, case, città ed infrastrutture distrutte, mentre nei cuori di molti sembrano crescere l’odio e la volontà di vendetta". Lo ha rivolto, ieri mattina, il Papa, prima di recitare l’Angelus da Castel Gandolfo. "Questi fatti dimostrano chiaramente ha aggiunto – che non si può ristabilire la giustizia, creare un ordine nuovo e edificare una pace autentica quando si ricorre allo strumento della violenza". La voce della Chiesa, quindi, è "profetica" e "realista", quando, di fronte alle guerre e ai conflitti di ogni genere, "indica il cammino della verità, della giustizia, dell’amore e della libertà. Questo cammino l’umanità deve anche oggi percorrere per conseguire il desiderato bene della vera pace". Benedetto XVI ha rivolto ancora una volta un appello "a tutti i responsabili di questa spirale di violenza, perché immediatamente si depongano le armi da ogni parte"; "ai governanti e alle Istituzioni internazionali di non risparmiare nessuno sforzo per ottenere questa necessaria cessazione delle ostilità e per poter iniziare così a costruire, mediante il dialogo, una durevole e stabile convivenza di tutti i popoli del Medio Oriente"; "agli uomini di buona volontà di continuare ed intensificare l’invio degli aiuti umanitari a quelle popolazioni tanto provate e bisognose". Infine, il Papa ha pregato Dio "affinché conceda la sua pace a quella regione e al mondo intero".