CELLULE STAMINALI: VESCOVI FRANCESI, NO ALLA RIDUZIONE DELL’EMBRIONE A "MEZZO"

Il dibattito in atto in Europa sulle cellule staminali embrionali dimostra, ancora una volta, che questioni di tale portata non si possono "risolvere" con "la riduzione dell’embrione umano allo stato di mezzo". A ribadirlo sono i vescovi francesi, in una nota diffusa oggi sul rapporto "Cellule staminali e scelte etiche", in questi giorni all’attenzione del governo d’oltralpe. Molte parti di esso – sottolineano i vescovi – "non possono che suscitare la viva inquietudine di coloro che hanno a cuore la dignità integrale della persona umana". In questa prospettiva, fa notare la Conferenza episcopale francese, "non è una fuga in avanti voler passare da un regime derogatorio ad un regime d’autorizzazione delle ricerche sull’embrione", come recita la proposizione n. 4 del rapporto citato, né è sufficiente abolire l’aggettivo "terapeutico", parlando di "trasferimento nucleare somatico" piuttosto che di "clonazione terapeutica", come si fa nella proposizione n. 7. Per i vescovi francesi, inoltre, non serve neanche "rallegrarsi che il rapporto proponga una considerazione più favorevole della ricerca sulle cellule staminali adulte", come avviene nella proposizione n. 3, se a queste ultime, in termini di "applicazioni terapeutiche", viene promesso soltanto "un investimento uguale a quello delle cellule staminali embrionali". Di qui l’auspicio, affinché "l’ingegnosità degli scienziati possa trovare le vie di un progresso medico nel più stretto rispetto della dignità umana", invece che attraverso la riduzione dell’embrione a semplice "mezzo" per la ricerca.