MIGRANTI: MIGRANTES (CEI), "HA SENSO AUGURARE BUONE FERIE"?

"Ha senso augurare buone ferie anche ai migranti?". Questo interrogativo appare sull’ultimo numero di "Migranti press" della Fondazione Cei Migrantes. "Per tanti – è la risposta – ha senso augurare buone ferie. Hanno lavoro, famiglia ricongiunta, un appartamento acquistato forse con mutuo bancario, ma che possono aprire e chiudere a piacimento, perché è casa loro". Ma c’è anche un rovescio della medaglia che riguarda l’altra metà di migranti "che non può prendersi il lusso di uscire dall’afa dell’ambiente urbano". Poco, anzi nulla di meglio "trova quell’esercito di stagionali che invade le campagne della Capitanata o del Casertano per la raccolta del pomodoro o altri lavori agricoli". Un nota di speranza, però, non manca: "A Borgo Segezia, nei pressi di Foggia, don Ivone, parroco di quel vasto centro agricolo, da una decina d’anni ha attrezzato l’area parrocchiale e dintorni per dare ospitalità ad ogni stagione agli stranieri che ormai raggiungono il migliaio". Tra i volontari del centro, uno ha detto: "Sto facendo le più belle ferie della mia vita". Auguri dunque "ai turisti e a quanti si concedono legittimamente un periodo di ferie, solidarietà per chi non può concedersele e simpatia per chi si sente in ferie proprio mentre per nobili motivi vi rinuncia". Piace vedere, si legge ancora, "i migranti come portatori di speranza". ” “