Benedetto XVI ha fatto anche notare che Giovanni, nell’iconografia bizantina, viene "spesso raffigurato molto anziano e in atto di intensa contemplazione, quasi nell’atteggiamento di chi invita al silenzio". In effetti, "senza adeguato raccoglimento non è possibile avvicinarsi al mistero supremo di Dio e alla sua rivelazione". A questo proposito il Papa ha citato l’incontro avvenuto anni fa tra Giovanni Paolo II e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora, durante il quale il Patriarca ricordava che, come Giovanni, "i silenziosi conoscono quel misterioso scambio dei cuori". "Il Signore ci aiuti a metterci alla scuola di Giovanni ha concluso Benedetto XVI per imparare la grande lezione dell’amore così da sentirci amati da Cristo fino alla fine e spendere la nostra vita per Lui". Nei saluti ai pellegrini nelle diverse lingue il Papa ha rivolto un benvenuto, tra gli altri, alla delegazione della Fiaccola benedettina per la pace in viaggio dalla diocesi di Spoleto. Ha poi rivolto un pensiero al beato Piergiorgio Frassati, di cui ieri si è celebrata la memoria liturgica, e ai giovani: "Il suo esempio di fedeltà a Cristo susciti in voi, cari giovani, propositi di coraggiosa testimonianza evangelica". Il Santo Padre ha citato anche il Simposio sulla salvaguardia del creato che si svolgerà nei prossimi giorni in Brasile, auspicando che "tale importante iniziativa, promossa dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, contribuisca a promuovere un rispetto più grande per la natura, affidata da Dio alle mani operose e responsabili dell’uomo".