ORGANIZZAZIONI UMANITARIE: IN ITALIA VI LAVORANO 1 MILIONE DI PERSONE. TRA LE NUOVE FIGURE L’OPERATORE DI PACE E IL MEDIATORE INTERCULTURALE

Sono circa 1 milione i professionisti in area umanitaria, un settore in crescita. Il 60% sono donne e il 25% giovani sotto i 30 anni. In questo contesto emergono nuove figure professionali: l’operatore di pace, il mediatore sociale e il mediatore interculturale. Se ne parlerà il 7 luglio a Napoli durante un seminario su “Le figure professionali dell’area umanitaria: mediatori, peacekeeper e operatori di pace tra contesti sociali e aspetti normativi”, finanziato dal Fondo sociale europeo e realizzato dalla Provincia autonoma di Bolzano, con le Regioni Campania, Marche, Toscana, Piemonte, Sardegna e Umbria. Nel corso del convegno verrà presentata una ricerca sulle esigenze del mercato del lavoro e l’offerta formativa, realizzata, tra gli altri, da Centro studi difesa civile, Fondazione Alexander Langer, atenei di Firenze e Siena, Istituto Orientale di Napoli. Secondo le stime dell’Agenzia per lo sviluppo non profit (Asvi) lavorano nell’area umanitaria circa 250mila organizzazioni, con impiego retribuito a quasi un milione di persone (contro le 400.000 rilevate nel 1990) e costituisce un’occupazione di forte valenza sociale in quanto prevalentemente femminile (60%) e giovanile (25% sotto i 30 anni, 55% tra i 30 ed i 40, 20% over 40) con 25.000 soggetti svantaggiati. È, inoltre, uno dei settori che in Europa sta producendo più lavoro: secondo l’Eurispes, la dimensione economica del settore non profit in Italia è pari al 3% del Pil, non lontana da quella degli altri Paesi europei.