EUROPA: L’EUROPARLAMENTO INCONTRA LE ORGANIZZAZIONI IRANIANE IN ESILIO

"Da una vipera non nasce una colomba": cita un proverbio Maryam Rajavi, dal 1993 alla guida del National Council of Resistance of Iran (Ncri), il movimento di resistenza al regime di Teheran. La presidente ha illustrato ieri, nella sede del Parlamento europeo a Strasburgo, le ragioni delle organizzazioni democratiche in esilio: "Quello di Mahmoud Ahmadinejad è un regime violento, repressivo, pericoloso all’interno e una minaccia per il mondo intero". Rajavi racconta delle torture inflitte agli oppositori, con persone impiccate in piazza, scioperanti ai quali viene tagliata la lingua. "Il mio popolo vive nel terrore, eppure oggi non rinuncia a protestare, a chiedere cambiamenti". "Non c’è speranza di ottenere cambiamenti dai mullah. E anche le trattative che l’Ue e la comunità internazionale hanno ingaggiato con il governo per fermare gli esperimenti nucleari sono inutili. L’unica speranza deriva da un mutamento radicale di guida politica. Si deve tornare alla democrazia". Il Ncri, fondato nel 1981, è retto da un parlamento attualmente composto da 530 membri, il 52 per cento dei quali sono donne. Raccoglie al suo interno i rappresentanti delle minoranze etniche e religiose dell’Iran. (segue)